Giorni fa, Francesco, uno fra gli amici della mia lista di amici, ha posto un quesito, assai interessante: la differenza fra un grande amore e un amore grande.
Ci ho pensato un po', ho riflettuto sulle varie risposte, ho cercato di cambiare il mio convincimento in proposito, mi sono immersa nel profondo del cuore per sentirne bene il suono, il martellare, il rimbombare dei suoi battiti, mi sono intrufolata tra le pieghe dell'anima per cercare di capirne le intime forze di compressione che le hanno generate ma la mia risposta è sempre quella: l'amore è,
è....
non è nè grande messo prima o dopo, nè piccolo,
è....
e basta.
Si potrebbe dire che
- nell'amore grande -,
(messo così mi piace di più che - un grande amore - perchè l'indeterminativo gli fa perdere l'esclusiva facendolo ripiombare tra quelle specie di amori cho potrebbero essere parenti prossimi dell'amore mo non l'amore -)l'aggettivo è l' umano che vogliamo dare alla nostra percezione del divino, inteso come trascendente, immortale, insondabile.
L'amore è in noi, è una forza arcana che ci portiamo dentro dalla nascita, è l'essenza che ci tiene uniti, è la vera energia della vita, come dice P. Coelho nel suo libro "Il dono supremo" e si esterna in una continua esplosione che ci fa scoppiare il cuore, i cui frammenti rqaggiungono e colpiscvono chi ha messo in moto quell'esplosione,
è,
se fossi sicura di non dire un paradosso,
un continuo sperimentare, un continuo sentire, sentirci, conoscerci, e, istintivamente dare a quella "conoscenza" una collocazione in noi.
E c'è un nome che rimarrà in cima alla piramide, il nome che ci ha fatto
vivere, durante il nostro passaggio terreno, il significato e le sensazioni del sentimento d'amore.
Non ci sono, a parer mio, due amori uguali, neppure simili, c'è sempre quello che ha priorità sugli altri, quello che ci fa camminare come se volassimo, come se affondassimo in un tappeto di bambagia, avete mai provato che fantastica sensazione?!, quello che ci fa tremare, sorridere, piangere, aver voglia di cantare, quello che ci fa star bene,
quello nonostante... malgrado... comunque...
quello che non riusciamo a zittire, quello che si sveglia con noi la mattina e si addormenta tra le nostre braccia, tra i nostri pensieri, quello che prepotente emerge quando, a notte, deposte le maschere e scesi dall'impalcatura del palcoscenico, ritroviamo con noi e in noi e con le nostre intime verità.
Può cambiare? Sì, certo. Ogni momento, la vita, può far balzare un nome in cima alla piramide, non sappiamo nè come nè quando il nome im cima sarà definitivo, e poco importa, importante è viversi il nome del qui ed ora, comunque, malgrado e nonostante.
Non sempre esplosioni coincidono, a volte i loro frammenti si diffondono in so0litaria nell'universo, raggiungendo i sogni che abitano nelle stelle ma quando avvioene che due esplosioni coincidono, si fondono, si mixano, allora sì che l'universo vive la sua festa più grande, le stelle donano la loro danza, la luna la sua poesia, e il sole...i suoi raggi d'oro, come aureole di miracolo, perchè tutto allora diventa miracolo.
Il miracolo della vita.
Da "Fuori dal coro"
